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‘Medicina, magia, devozione e superstizione in Sardegna’, questo il titolo dell’ultimo libro di Alessandra Derriu nato dal progetto ‘FocuSardegna a più voci’ all’interno del quale la storica, archivista, scrittrice e docente di Alghero ha tracciato per il nostro giornale un itinerario di storie, leggende e racconti tra sacro e profano.
In questo piccolo compendio, pubblicato da Albatros Edizioni nella Collana Nuove voci, con la prefazione di Barbara Alberti, è racchiusa l’essenza della terra sarda: tra leggende e religiosità, l’autrice ci racconta il legame che unisce la magia, la medicina, la stregoneria e la devozione. Distinguendo tra medicina magica e medicina sacra, viene intrapreso un viaggio che ci riporta indietro nel tempo, nella conoscenza delle antiche usanze che sono rimaste racchiuse in Sardegna: l’isola è come un microcosmo e attraverso lo studio del suo passato e dei suoi usi tradizionali si può arrivare a capire come, ad esempio, la predizione del futuro, insita in queste pratiche, fosse cura e speranza insieme.
Il carnevale di Teti è stato reinterpretato recentemente per volontà di un gruppo di giovani del paese, volenterosi di promuovere una rappresentazione folclorica, che pone le sue basi su un’antica leggenda popolare che, a sua volta, fa riferimento a fatti storici realmente accaduti.
Un paese, Villacidro, il paese delle streghe, un Santo cacciatore di streghe, e loro, le streghe: tradizioni, devozioni e superstizioni antichissime che sono state tramandate, raccontate all'ombra di alberi secolari e possenti che ancora oggi vegliano sul paese e sui suoi abitanti e che circondati da rocce granitiche, acqua perenne che giunge da foreste incontaminate e genera una spettacolare cascata, accoglie il visitatore, lo straniero che resta affascinato, stregato, davanti a tanta bellezza decantata anche da D'Annunzio in un suo sonetto: le rocce ‘come uno strano popolo d'atleti pietrificato per virtù d'incanti’ (Sa Spendula).